Agognate, Colzani: «Serve una visione più generale»

15 gennaio 2015, 12:09

Novara colzaniProsegue il dibattito su Agognate, un dibattito finalmente scevro da preconcetti o pregiudizi (tipo, “il consumo di una zona agricola di pregio”, il che è una baggianata): interviene Carlo Colzani, già segretario provinciale della Cisl, che offre una visione più generale delle problematiche che possono emergere dalla realizzazione di un’area logistico-industriale.

Ecco il suo intervento, che proponiamo integralmente

 

Intanto devo dire che sono molto sorpreso  che tutti quelli che hanno  ragionato o espresso opinioni sul progetto Agognate  l’abbiano fatto a prescindere dal contesto in cui si colloca un tale investimento.

Quasi che tutto fosse a prescindere, non è così. Non si tratta di un insediamento manifatturiero ma di un servizio di logistica che dovrebbe supportare e rendere più competitivi i settori che producono merci.

L’industria novarese esporta molto e speriamo continui a farlo anche in futuro, supportarla è fondamentale se si vuole salvaguardare l’economia e l’occupazione della nostra provincia.

Novara ha scoperto la sua vocazione per la logistica da quando Milano ha deciso di non concedere l’area di Lacchiarella per costituire lì un grande polo. Parliamo di 10 – 15 anni fa. In tutti questi anni, altri poli logistici sono nati o si sono ampliati.

Ho in mente siti a ridosso di dogane o ferrovie,ed ampliamenti di strutture vicine ad aeroporti.

In pochissimi casi, forse solo a Verona, accanto alla logistica sono nate attività manifatturiere.

Del progetto Agognate si parla da 8 – 10 anni e quasi sempre dicendo che serve perché il porto di Genova è saturo, il Cim pure, altri siti come Tortona o Busto Arsizio non hanno più spazi ecc.

Ciò sottintende che forse serve un altro grande polo logistico principalmente per movimentare merci provenienti dall’estero e che un tale sito, deve necessariamente servire per una grossa parte del Piemonte e della Lombardia.

Se questo è, nascono  di conseguenza almeno un paio di domande; ma non è forse utile una intesa preventiva con le organizzazioni imprenditoriali, sociali ed istituzionali di una tale area vasta per definirne l’utilità, la missione e il supporto che può dare alla  struttura manifatturiera?agognatemappe

Si perché nonostante la crisi, Novara rimane una delle province manifatturiere più importanti d’Italia, l’Ain è nel gruppo delle 15 associazioni a maggior vocazione manifatturiera d’Italia, ci sono aziende che hanno saputo, durante la crisi, innovare processi e prodotti sino a diventare leader a livello internazionale, ci sono in altre, distretti industriali di prim’ordine ( chimica, rubinetteria, cittadella della moda ).

Quindi, mi parrebbe logico che l’eventuale investimento, serva per offrire supporto vero al manifatturiero novarese e all’area vasta di riferimento.

Se la logica non fosse questa, diventa anche difficile comprendere come fa un progetto vecchio almeno di 10 anni, a mantenere ancor oggi tutta la sua validità strategica ed industriale. ( ecco perché il dubbio che si tratti solo di movimentazione merci).

E, nel caso di movimentazione merci, si pensa di portare i prodotti cinesi in Italia e in Europa , o i prodotti novarese e italiani nel mondo?

Intendo dire che un progetto che potrebbe avere una sua nobiltà, non può non prevedere la costituzione di una piattaforma commerciale capace di supportare le tante esportazioni che interessano il settore manifatturiero.

Ecco perché servono intese sulle quali chiamare poi l’investitore a calibrare in tal senso le proprie scelte.

Ultime due annotazioni; a Novara e provincia esistono già 6 milioni di mq di aree destinate ad insediamenti industriali, aggiungere Agognate a prescindere sarebbe davvero un errore, ma ancora, se si pensa alla logistica pura, è bene sapere che i magazzini Amazon sono gestiti quasi totalmente da robot e addirittura si è iniziato a fare le consegne con i droni quindi, stiamo molto attenti anche alle ricadute occupazionali  ( qualità e quantità ) previste per il Novarese.

La logica del piuttosto che niente meglio il piuttosto, rischia di costruire una Novara dipendente dagli eventi  e sganciata dal treno che ci porta nel futuro .

Ci sono ancora tutte le condizioni per immaginare un progetto che dia a Novara il ruolo che gli compete; motore dello sviluppo per l’area vasta, città di confine capace di sfruttare il “ buono “ che tale posizione geografica può offrire.

Carlo Colzani

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