Bozzola: «Ecco perché abbiamo ridotto l’insediamento di Agognate»

23 marzo 2015, 17:22

NovaraBozzola Marco 1 La riduzione delle dimensioni dell’insediamento logistico-industriale di Agognate è vista dall’amministrazione comunale come un risultato ottenuto dopo lunga attività di concertazione.

«Parte dall’amministrazione – spiega l’assessore competente Marco Bozzola (nella foto) – perché in primis abbiamo ascoltato tutte le associazioni: l’ascolto, in termini operativi, è nei fatti, nelle decisioni assunte. Quando un anno fa abbiamo adottato, per la prima volta, questo strumento tecnico della   proposta tecnica preliminare, pensavamo di aver raggiunto un buon compromesso con la riduzione di 700 mila mq.».

«Quando abbiamo visto le reazioni, le sollecitazioni del mondo associazionistico e le legittime osservazioni – aggiunge -ci siamo mossi in funzione di trovare la miglior soluzione possibile capace di mettere in equilibrio tutte queste istanze. Il lavoro fatto dura mesi perché se tocchi in modo strategico l’assetto della città devi farlo nel miglior modo possibile. E pensiamo che questo sia il miglior modo».

E si è arrivati all’ulteriore riduzione di quasi il 50% dell’intervento su Agognate perché «l’amministrazione ha il diritto e il dovere di guidare le trasformazioni del proprio territorio. E le guida, sceglie che le istanze di una fascia di popolazione piuttosto che le idee di territorio vengano poste sullo stesso piano delle istanze della produzione, del diritto al lavoro, delle possibilità di sviluppo, io le accolgo e le osservo sullo stesso piano. Sbaglierei se facessi prevalere in modo assoluto le une sulle altre. Insieme alle leggi della natura e della sua salvaguardia ci sono le leggi produttive e del lavoro. Quindi abbiamo operato riduzione delle superficie, riorganizzazione del sistema, attivazione di un rapporto con le altre aree di Agognate. Si è cercato di cogliere in tutti coloro che hanno sensibilizzato la città sulla vicenda il valore della proposta. Non della negazione tout court, perché la negazione tout court non è accettabile: volevamo capire cosa era possibile fare per il meglio».

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