I minorenni dell’inseguimento indagati in stato di libertà

13 settembre 2017, 14:29

Novara Compirà 18 anni tra pochi giorni uno dei cinque (gli altri quattro sono diciassettenni) albanesi che si erano resi protagonisti del folle inseguimento di sabato per due trafficate vie di Novara. I cinque, per i quali il Tribunale dei minori di Torino ha disposto la remissione in libertà, restano comunque indagati a piede libero per accusati di tentato omicidio, resistenza, ricettazione e danneggiamento: sarà poi il magistrato a valutare le effettive responsabilità. Il tentato omicidio è stato ipotizzato perché la vettura dei cinque ha speronato un’auto della polizia, causando lievi ferite a due agenti: è possibile, dunque, che se la Procura riterrà sussistente il reato ipotizzato possa ritenerlo relativo solo al quasi diciottenne che era alla guida della vettura.

In Questura filtra grande soddisfazione per come gli agenti abbiano reagito con prontezza e professionalità e come abbia egregiamente funzionato il coordinamento della centrale operativa e il collegamento con la Polfer: in poco tempo, infatti, i cinque sono stati bloccati nonostante fossero fuggiti e due di loro avessero fatto perdere, in un primo tempo, le loro tracce.

Le indagini continuano: resta da valutare la posizione della donna di Milano che ospitava il più grande dei cinque (arrestato poi nella sua abitazione) e che era la proprietaria dell’auto usata dagli albanesi, auto il cui furto era stato denunciato appena prima tutto succedesse.

In un suo comunicato, la Questura ha sottolineato come «nelle more delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, il questore ha già applicato l’istituto della diffida nei confronti dei quattro soggetti fermati a Novara, il quale, di per sé solo costituisce presupposto per l’applicazione di differenti e più gravi misure di prevenzione, quali, ad esempio, la sorveglianza speciale».

Inotre «il questore ha elogiato il lavoro di tutto il personale della Polizia intervenuto, inclusa la Polfer, che, con un’azione congiunta ha consentito in tempi rapidissimi di identificare e di bloccare i fuggitivi assicurandoli alla giustizia».

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