II convivente della donna morta a Sozzago è indagato per omicidio preterintenzionale

10 gennaio 2018, 18:04

Sozzago E’ stato interrogato per ore, oggi pomeriggio, Gabriele Lucherini, 46 anni, l’uomo che è sospettato di aver provocato la morte della compagna, Sara Pasqual, di un anno più giovane, nella loro abitazione di Sozzago, un paesino a pochi km da Novara.

In serata è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale: domani, giovedì, verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Sara e dall’esito dipenderà anche la qualificazione del reato cui dovrà rispondere Lucherini.

Quel che è certo è che Sara è stata trovata priva di vita nella sua stanza: secondo il racconto fatto da Lucherini agli investigatori, ieri sera ci sarebbe stato un litigio, che avrebbe interessato anche il piccolo giardino della casa a Sozzago. Qui, infatti, i militari del reparto scientifico avrebbero trovato tracce che potrebbero far pensare a una colluttazione.

Che la coppia avesse spesso continui litigi, dovuti quasi sempre al fatto che entrambi si ubriacavano con facilità, è un fatto accertato e testimoniato da tutti in paese e anche dalle relazioni di servizio dei carabinieri più volte intervenuti a Sozzago per riportare la calma tra i due.  Nei litigi era sempre Sara ad avere la peggio e ne usciva il più delle volte pesta e sanguinante. Ma mai la donna aveva voluto denunciare il compagno.

Se la morte è avvenuta nella notte, come alcuni indizi farebbero credere, dovrà essere confermato dall’autopsia: sta di fatto che questa mattina la poveretta è stata trovata già morta da Lucherini che è entrato nella stanza dopo aver sfondato la porta. L’uomo ha avvisato i carabinieri e ha atteso che arrivassero e lo portassero in caserma.

Sul corpo della donna, stando almeno a un primissimo esame, ci sarebbero state tracce di percosse, ma non è detto che siano recenti.

Lucherini era già noto alle forze dell’ordine: nel 2013, per esempio, era stato arrestato mentre era in casa dei genitori. Proprio la madre aveva chiamato i carabinieri, esasperata dall’atteggiamento violento del figlio: quando erano arrivati i carabinieri, Lucherini si era scagliato contro di loro ed era stato arrestato per resistenza. In seguito verrà condannato a tre mesi con la sospensione della pena.

La scorsa estate c’era stato un altro episodio di resistenza a pubblico ufficiale. In preda ai fumi dell’alcool si era schiantato, in auto, contro i pali dell’Enel e all’arrivo degli agenti della polizia municipale li aveva aggrediti. Anche in questo caso era finito in manette.

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