Chirurgia robotica, l’ospedale di Novara all’avanguardia in Europa

16 settembre 2014, 14:04

Novaraospedale presentazione robot  12E’ stato presentato oggi, mercoledì, il sistema robotico “Da Vinci Xi”, un’evoluzione di una tecnologia ormai consolidata a livello mondiale, adottato dall’ospedale “Maggiore”, che all’inizio di settembre ha così potuto effettuare per primo in Italia e all’avanguardia in Europa interventi chirurgici mini invasivi con il più recente sviluppo del dispositivo “Intuitive”. Sono stati effettuati dall’equipe urologica diretta dal prof. Carlo Terrone ed eseguiti dal dott. Alessandro Volpe, tre interventi sulla prostata, che hanno avuto risultati altamente positivi. In settimana proseguirà l’attività robotica in chirurgia generale.

Il robot “Da Vinci Xi” garantisce un’elevata qualità di cura e una ridotta invasività: in questo modo si va incontro all’esigenza di assicurare il meglio ai pazienti, come richiesto a un ospedale d’eccellenza qual è il “Maggiore”,  punto di riferimento per un’area (il Piemonte nord orientale) di oltre un milione di abitanti. E va nell’ottica anche di porre un baluardo alla mobilità dei pazienti verso la Lombardia, una regione particolarmente “aggressiva” dal punto di vista dell’offerta sanitaria.

L’acquisizione del nuovo sistema robotico, sostenuta dall’Assessorato regionale alla sanità proprio perché rappresenta un naturale sviluppo tecnologico dell’attività chirurgica specialistica, ha portato a una maggiore integrazione interdisciplinare di professionisti medici: infatti permette di intervenire in urologia, chirurgia generale, ginecologia, otorinolaringoiatria.

«Il nuovo sistema robotizzato “Da Vinci” dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara che consente di effettuare interventi di chirurgia robotica rappresenta un’assoluta eccellenza della sanità regionale ed un motivo di orgoglio per tutto il nostro sistema sanitario» afferma l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta. «Lavoriamo per fare in modo che, pur in un contesto generale difficile soprattutto per i vincoli imposti dal Piano di rientro, tutta la sanità piemontese, grazie alla capacità professionale e all’abnegazione degli operatori, possa aumentare il proprio livello di qualità e di risposta ottimale alla domanda di salute dei cittadini» conclude Saitta.

La chirurgia robotica rappresenta la nuova frontiera della chirurgia mini-invasiva: si possono infatti superare i limiti al momento legati alla difficoltà di trattare, con la laparoscopia, patologie in sedi anatomiche difficili da raggiungere, estendendo ad interventi complessi (con la stessa qualità ed efficacia della chirurgia tradizionale) i benefici della mini-invasività: ridotto tempo operatorio, con maggior precisione e sicurezza per il paziente in termini di sanguinamento e conseguente richiesta di trasfusioni,  pressoché assenza di esiti cicatriziali. Senza contare la velocizzazione dei tempi di ospedalizzazione e di recupero del paziente

Per il corretto ed efficace utilizzo del robot, il “Maggiore” ha formato un team multidisciplinare di specialisti: urologi, ginecologi e chirurghi hanno seguito negli ultimi anni corsi residenziali di formazione in un centro di fama mondiale (l’Olv Vattikuti Robotic Institute di Aalst in Belgio), sotto la guida del prof. Alexandre Mottrie. Grazie all’intervento della Fondazione Tempia di Biella (ancora una volta prezioso supporto all’azienda ospedaliero-universitaria) a proseguire le attività di formazione al “Maggiore” è stato chiamato il dott. Pinuccio Spinoglio, esperto di rilievo internazionale nel campo della chirurgia robotica (è il presidente  della Società mondiale di chirurgia robotica).

Foto Fabio Antonelli

 

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