Saitta: «Anche dopo l’uscita dal Piano di rientro la spesa sanitaria va controllata»

13 maggio 2017, 12:33

Novara sanit 6Gli organizzatori del convegno “Il Piemonte per la salute”, ovvero i consiglieri regionali del Pd, con in prima fila il novarese Domenico Rossi, puntavano a un incontro con gli assessori Antonio Saitta (sanità) e Augusto Ferrari (politiche sociali) che avesse lo scopo di raccogliere segnalazioni e critiche. E in effetti gran parte degli interventi sono andati in questa direzione, tanto che per una volta non si è trattato di un convegno utile…

Dopo l’introduzione di Domenico Rossi («In due anni fa mi avrebbero detto che saremmo riusciti a mettere ordine nella sanità piemontese»), è stato il presidente dell’Ordine dei medici, Federico D’Andrea,  a iniziare con le domande, chiedendo «quale volete che sia il ruolo del medico? Burocrate o professionista che visita?».

Dal canto suo, il rettore dell’Upo, cesare Emanuel, a rivendicare il ruolo importante dell’Ateneo, che vanta tre dei suoi Dipartimenti medici tra i primi 118 in Italia: «Siamo tutti in attesa della Città della salute, ma nel frattempo abbiamo accolto con favore il progetto di riorganizzazione di Asl e Aou, con l’Aou che integra altri ospedali».

Il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara, Mario Minola, ha ricordato la necessità «di uomini e mezzi per poter proseguire nel percorso d’eccellenza» e il direttore generale dell’Asl No, Adriano Giacoletto, ha ricordato che «Novara ha una quota capitaria di finanziamenti ben più bassa di quella di alte Asl ma compiti ben maggiori».

A loro ha risposto prima l’assessore Ferrari sottolineando il progetto di «rafforzare le politiche sociali, intese come il luogo in cui effettivamente si realizzano le connessioni tra attori, risorse, politiche e interventi. Primo obiettivo sono i Distretti territoriali della salute  e della coesione sociale, in cui si incontrano sanità, politiche sociali e del lavoro1.

L’assessore Saitta ha affrontato anche un altro tema, quello dei vaccini: «Abbiamo bisogno dell’autorevolezza e delle professionalità dell’Università per dire parole di verità sulle vaccinazioni. Quell’autorevolezza che la politica non ha più.  La scienza, e dunque l’Università, devono aiutarci a parlare alla gente, a eliminare quelle paure nei confronti delle vaccinazioni che stanno creando seri problemi. Chiediamo quindi all’ateneo la collaborazione per trovare le modalità giuste perché ci fornisca le proprie competenze».

Sui temi specifici ha ricordato che «il fatto che la Regione è uscita dal Piano di rientro non si significa che si può spendere e spandere. Anzi, sono convinto che ci siano ancora spazi ,per fare economie di gestione e ridurre gli sprechi (penso alla questione dell’appropriatezza o alla spesa farmaceutica), anche perché da qui devono venire le risorse per affrontare le nuove sfide: ad esempio, i farmaci innovativi immessi sul mercato, molto efficaci ma anche molto costosi».

Foto di Maurizio Tosi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>