Pier Mario Giovannone, poeta e musicista, per la serata dell’Ordine dei medici

17 maggio 2017, 12:14

Novara Pier Mario Giovannone, classe 1974, poeta e musicista, sarà il protagonista della terza serata di “Mettiamo in Ordine le idee”, la rassegna organizzata dall’Ordine dei medici e chirurghi della provincia di Novara: appuntamento venerdì alle ore 21 all’auditorium del Conservatorio.

E’ forse il personaggio più particolare della manifestazione: Giovannone, che ha insegnato Lingua e Letteratura Italiana all’Università di Londra, è stato definito “acrobata delle parole” per la capacità di rendere in versi i sentimenti che lo animano. Non per nulla è stato il paroliere del grande cantautore piemontese Gianmaria Testa prematuramente scomparso. E poiché si è anche diplomato in chitarra classica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha spesso accompagnato con la sua chitarra  Gianmaria Testa nei suoi concerti.

Presidente dell’associazione culturale “Per voce sola” e fondatore dell’omonimo concorso per autori di monologhi,  con la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse di Genova, ha pubblicato sette raccolte poetiche, un libro per bambini e articoli di critica letteraria. “Le foglie hanno perso gli alberi” (finalista Premio Viareggio 2015), accolto con favore dai lettori e dalla critica, raccoglie tutti i suoi libri di poesia.

Giovannone, con il sottofondo delle sue musiche, interverrà su INTUIZIONE, la parola.-chiave di “Mettiamo in Ordine le idee” 2017.

«La definizione di “acrobata della parola”? Mah mi pare un complimento un po’ esagerato – spiega Giovannone – Certo, mi piace giocare con le parole, sia nei miei libri per bambini sia per quelli per adulti e anche nei tioli delle raccolte di poesie».

Della sua, lunga, avventura con Gian Mario Testa ha un ricordo che scivola nella commozione: «Ho un ricordo splendido, è stata ‘esperienza più significativa della  mia carriera, perché nata da un rapporto molto stretto che poi si è trasformata in collaborazione artistica. Di più non si può desiderare, la collaborazione musicale è durata in maniera continuativa per più di una decina d’anni. Abbiamo scritto insieme, io collaboravo ai suoi testi e in più lo accompagnavo alla chitarra. Ho avuto l’onore di sentire lette da lui molte delle mie poesie, perché nei nostri Poeta o musicista? «Ho smesso di suonare da un paio d’anni, ma ho continuato a fare musica attraverso la poesia. Non avverto una distinzione così netta tra poesia e musica, perché la poesia è fatta di suoni che si attraggono e generano un senso: il significato viene dopo il suono, ovvero la musica. In origine, la poesia era cantata, niente di nuovo dunque».

 

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