Amazon, ReteTerra contro Ballarè, i giovani Pd contro Canelli

3 gennaio 2017, 10:50

Novara Tra i molti intervenuti sulla vicenda Amazon, che invece di insediarsi nell’area di Agognate, vista l’insipienza dei politici novaresi ha preferito Vercelli, anche ReteTerra Novara fa sentire la sua voce, con un documento a firma Giorgio Albertinale, Roberto De Rosa, Alberto Pacelli. E lo fa criticando le affermazioni dell’ex sindaco Andrea Ballarè.

Nella nota si legge che «l’ex sindaco continua a sostenere, con pervicace ostinazione, che il suo progetto di trasformare un milione di metri quadrati di aree agricole ad Agognate in aree a destinazione industriale/logistica  avrebbe comportato l’insediamento di Amazon con centinaia-migliaia posti di lavoro. Una gigantesca  bufala.

Il presidente della Vailog, società proprietaria dei terreni  di Agognate e  con finalità di localizzazione di  attività indutriali/logistiche, – nel corso dell’incontro pubblico con le commissioni consiliari ambiente/urbanistica sul progetto di trasformazione della destinazione d’uso delle aree di Agognate –  rispondendo ad una domanda del consigliere Roberto Pronzello  che gli chiedeva quali vantaggi la città di Novara ne avrebbe tratto da quella trasformazione di destinazione d’uso, rispose: “Lei vuol sapere evidentemente quali vantaggi ne trarrebbe in termini di occupazione. Ebbene, in questo momento, non esiste persona al mondo in grado di darle una risposta”.

La modifica della destinazione d’uso era altro rispetto alla venuta di Amazon a Novara. 

Dal dopoguerra tutti  i proprietari dei terreni di Agognate interessati dal progetto dell’ex Sindaco hanno chiesto, sollecitato, brigato per ottenere la modifica della loro destinazione d’uso (da agricoli a industriali).

Tutti hanno sempre sostenuto che quella modifica  sarebbe stata foriera di occupazione e di sviluppo

Tutti i Sindaci che si sono succeduti  al governo della città  non hanno mai accolto quella richiesta.

Per 70 anni, le Amministrazioni Comunali che si sono succedute  hanno sempre valutato che quelle richieste  fossero dettate da un interesse privato conflittuale con quello  pubblico.

Sino a  quando l’ex Sindaco ha “trasformato” quell’interesse privato in interesse pubblico (!)

Ha portato in Consiglio un Piano di Iniziativa Pubblica per la trasformazione di 1.000.000 di metri quadrati di aree agricole in aree industriali ottenendone l’approvazione al primo passaggio (la legge ne richiede tre).

Se non lo si fosse fermato, l’approvazione definitiva del Piano di iniziativa pubblica per la trasformazione di 1.000.000 di metri quadrati di aree agricole in aree industriali avrebbe comportato un aumento del valore dei terreni di alcune decine di milioni.

Le cronache giornalistiche informano che Amazon si insedierà a Vercelli su una superficie di 100.000 mq.

Centomila sta 10 volte in un milione che è la superficie delle aree di cui l‘ex Sindaco voleva modificare la destinazione d’uso.

Quello che interessava non era l’entità della superficie che sarebbe stata necessaria ad  Amazon ma l’entità della superficie che  veniva trasformata e la conseguente modifica dell’entità  del valore.

Chi deve chiedere scusa  alle cittadine ed ai cittadini novaresi  è lui!»

Nella polemica si inseriscono anche i giovani del Pd che ricordano come « uno dei due proponenti ritirò la proposta, quindi le aree interessate alla trasformazione urbanistica sarebbero diventate 600.000, di cui edificabili grosso modo la metà. Ma in politica il coraggio molto spesso viene confuso con l’incoscienza e quindi, per il timore di non essere compresi dai propri elettori o per la paura di perdere consenso, un pezzo dell’allora maggioranza si defilò e l’Amministrazione comunale non ebbe più i numeri per approvare la variante.

Le opposizioni dell’epoca, a iniziare dalla Lega Nord, se ne guardarono bene dall’andare in soccorso della moribonda amministrazione Ballarè anzi, cavalcarono ancora di più il tema durante la campagna elettorale. Il Sindaco Alessandro Canelli, appena vinte le elezioni, mise fine ad ogni ambiguità: “Agognate non si farà”. Per Novara fine della storia. Questa è una ricostruzione dei fatti, a questo punto rimane da stabilire una cosa: di chi è la responsabilità politica per questo fallimento? Accogliamo con grande interesse e curiosità la volontà espressa recentemente dal sindaco Canelli di attuare un piano che prevede la creazione di 1500 nuovi posti di lavoro.

Attendiamo quindi fiduciosi questa proposta, garantendo fin da ora la nostra collaborazione costruttiva e mai distruttiva, perché è questo che i cittadini chiedono alle forze politiche in campo ed è questo che pretendiamo dai nostri amministratori».

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