Per l’industria manifatturiera novarese un 2016 positivo

7 marzo 2017, 12:01

Novara Chiusura d’anno positiva per l’industria manifatturiera novarese che tra ottobre e dicembre 2016 evidenzia un aumento della produzione  del +2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento anche del fatturato, pari al +1,8%.

Le dinamiche del 2016 hanno visto conseguirsi risultati positivi in tutti i quattro trimestri: considerando l’intero anno la produzione industriale provinciale risulta cresciuta mediamente del +2,3% mentre il fatturato del +1,8%.

La 181a “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” vede Novara posizionarsi al terzo posto nella classifica delle performance provinciali piemontesi guidata da Torino (+4,9%) e Cuneo (+2,5%)

«Le intonazioni positive espresse dagli imprenditori nelle precedenti previsioni trovano conferma nei risultati concretizzatisi in chiusura d’anno – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di commercio di Novara (nella foto)– A livello settoriale persistono ancora delle differenze, ma si intravedono anche miglioramenti e l’andamento di alcuni indicatori, come la domanda interna, appare più stabile. Il futuro, tuttavia desta ancora preoccupazione e le imprese appaiono più fiduciose solo rispetto ai mercati esteri.

Dall’indagine emerge inoltre una ripresa degli investimenti quantomeno in termini di propensione ad investire, dal momento che gli importi appaiono invece più ridotti rispetto al passato. Il sostegno all’imprenditorialità rappresenta dunque un elemento prioritario e per questo l’Ente camerale sta concentrando le proprie risorse in attività formative a favore delle imprese su temi strategici quali la digitalizzazione, l’innovazione e l’apertura verso i mercati esteri».

Il metalmeccanico si conferma il principale sostenitore dell’incremento complessivo della produzione industriale, con una performance pari al +4,3%, che cresce al +7% considerando le sole rubinetterie. Positivi anche i risultati di tutti gli altri settori di attività economica, con l’unica eccezione dell’alimentare che evidenzia un calo produttivo del -2,8%.

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