Comunali e firme false, Rodini: «Valuto il ricorso al Tar»

27 aprile 2017, 16:38

Novara La notizia delle firme false raccolte per la presentazione della lista “Io, Novara” (candidato sindaco Daniele Andretta) alle comunali dello scorso anno (due le persone indagate, che hanno patteggiato: leggi qui) ha avuto ampia eco a livello politico. E, in particolare, ha suscitato l’intervento di Luigi Rodini, candidato sindaco di “La Città in comune”, rimasto escluso per una manciata di voti (37 per la precisione) dal consiglio comunale nonostante il 4,65% dei voti.

«Mi pare davvero difficile che Daniele Andretta, candidato di “Io, Novara” non  sapesse nulla di questa vicenda, di gente che a sua insaputa presnetava firme false, in una città come Novara dove tutti sanno tutto di tutti – attacca Rodini – Mi aspetto che si dimetta, anche per il rispetto dei suoi elettori: episodi di questa natura non possono essere risolti in fretta e furia con un patteggiamento, dal punto di vista politico. Se avesse un minimo di decenza, dovrebbe dimettersi».

Il che non cambierebbe nulla, dal punto di vista della rappresentanza in consiglio comunale di Rodini, che infatti va oltre: «Valuterò infatti il ricorso al Tar, perché a questo punto tutti i conteggi sono sballati.  E’ un fatto aritmetico».

Del resto, è il conto di Rodini, se una cinquantina di firme è stata falsificata per presentare “Io, Novara” e la protagonista della vicenda, Ionela Puscasu, ha ottenuto 46 preferenze, senza tutto questo il seggio sarebbe andato a “La Città in comune”.

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