Il blog di Peppone: liberieuguali solo con Grasso?

Blog di Attilio Barlassina

1 dicembre 2017, 17:12

Novara Pensa un po’… ero tra quelli che hanno assistito con un qualche senso di liberazione alla sollevazione (direi più un venticello che una tempesta) di alcuni esponenti di spicco del Pd  (Bersani con tutto il giaguaro al seguito, Baffino ed accoliti) che mi sembravano voler finalmente affermare la priorità della politica rispetto alle altre forze sociali che agiscono in questo squinternato scenario della terza Repubblica.

Tornava almeno nella mia mente un concetto importante, quello della Politica come nobile arte finalizzata al raggiungimento del più alto compromesso possibile tra differenti esigenze, attuata in nome di un progetto condiviso e collettivo che sapesse distinguersi e staccarsi da quell’esigenza, peraltro tipica delle destre (scusate il linguaggio del Novecento ma lì sono nato e cresciuto) da sempre alla ricerca del super uomo o dell’uomo del destino.

Insomma pensavo che fossero lontani, almeno nella mente di chi affermava il bisogno di discussione e di dialogo, interno ed esterno, i tempi dell’uomo solo al comando, del leader, del caudillo, del font man senza cui non si può far nulla.

Che gioia !bersani-dalema

Tornava la politica come somma dei pensieri individuali che si fanno pensiero comune ma non collettivo, la possibilità dei distinguo e degli approfondimento che costituiscono ricchezza e non atti di “lesa maestà”

Uno tornava a valer uno anche al di fuori delle elezioni da capo di condominio del web grillino.

Dibattito e discussione.

Circoli che tornavano a riempirsi di fumo (oggi vietato) e di idee, assemblee fatte di temi e non di schieramenti.

Anatemi sulle idee e non sulle persone o peggio sulla fiducia indiscutibile nelle doti del grande capo.

Tronfio, ho atteso di saperne qualcosa di più: tra un nipote e l’altro ho osservato con cupidigia il telegiornale ed ho persino chiesto di aver libero accesso a google news per poter consumare, minuto per minuto, quella che per me era, e spero ancora sia, la rinascita di un differente modo di far politica.

Rinascita che spero sia contagiosa anche in campo avverso, per spazzare via la personalizzazione e tornare alla discussione tra le differenti idee e prospettive.

E stamattina, dopo il rituale caffè e la lettura delle news sul mio ipad (regalato dalla nipote) ho visto che il nome ed il simbolo scelto dalla “sinistra scissionista” (termine orrendo che ricorda a chi ha la mia età la lotta tra bande rivali di camorra degli anni 80) è … “liberieuguali”.

Fantastico, libertà e uguaglianza sono addirittura, per certo verso sinonimi, non si può essere liberi in una società di dis eguali e senza uguaglianza manca una condizione fondamentale per la libertà, però… c’è un però.

Per me grosso come un macigno: a quel “liberieuguali” è aggiunto “con Piero Grasso”.

Eh no!

Che significa? senza Piero Grasso non saremmo ne liberi ne uguali? è lui il garante della libertà e dell’uguaglianza?

Mah ?!

Non credo sia così. Credo che Piero Grasso sia uomo degno, rispettabile, colto ed attento.

Penso che si tratti solo di un colpo di coda, deleterio, di qualche testa d’uovo convinto che la personalizzazione sia ancora il valido metro con cui misurare il consenso e far misurare le idee.

Certo però che, scimmiottando gli altri ed affidando ad un uomo il diritto di garantirci liberieuguali, stiamo cominciando male.

Compagni, ripensiamoci, riaffermiamo che i valori sono indipendenti da chi li propugna o li rappresenta.

I valori, libertà e uguaglianza che avrei coniugato al contrario ovvero uguaglianza e libertà poiché senza uguaglianza non c’è libertà, debbono essere indipendenti dalla presenza di Tizio e Caio, con Piero Grasso o senza.

Peppone

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