Confindustria tripartita a rischio per colpa di Alessandria

Da il 8 febbraio 2018

Novara L’aggregazione tra le associazioni industriali di Novara. Alessandria e Vercelli-Valsesia è a un passo dal fallimento. Nonostante le rispettive assemblee abbiano approvato nel 2016 la fusione e si siano già tenute due assemblee congiunte (l’ultima a novembre), ecco che come un fulmine a ciel sereno arriva il passo indietro di Alessandria. O, meglio, arrivano le dimissioni del presidente alessandrino Luigi Buzzi, che non era più in grado di garantire “una convergenza abbastanza ampia” sull’aggregazione. Traducendo dalla formalità del comunicato stampa, all’interno di Confindustria Alessandria si era formato un ampio gruppo di dissidenti che non erano pronti ad accettare la fusione in quella Confindustria Territoriale Piemonte Orientale che avrebbe azzerato, a partire da metà 2018, le tre associazioni locali.

Il perché dell’ostilità degli industriali mandrogni non è mai stato ufficializzato ma qualcosa è comunque trapelato: il timore di perdere autonomia, la paura di vedere un territorio prevalere sull’altro, il rischio di vedersi aumentare le quote, la sensazione che nei conti di Novara e Vercelli-Valsesia qualcosa non tornasse (eppure gli alessandrini avevano spulciato tutto con precsione quasi maniacale, forse anche irritando i colleghi). Un po’ tutto questo, ma forse anche l’incapacità, da parte degli industriali alessandrini di minori dimensioni, di guardare oltre il proprio particolare e di accettare il confronto. Non per nulla era già fallita l’aggregazione con Cuneo e Asti.

Cosa succederà ora? Intanto rischia di saltare l’appuntamento di giugno, dove formalmente sarebbe stato deliberato dalle tre assemblee lo scioglimento e la nascita di Confindustria Territoriale Piemonte Orientale: infatti, Alessandria deve darsi un nuovo presidente e ci vogliono mesi perché ciò accada. Poi, se i mandrogni dovessero davvero decidere per tornare indietro, occorrerebbe una nuova assemblea che decida in tal senso: al momento, infatti, gli atti ufficiali parlano di fusione. Se in ogni caso dovesse prevalere il “no”, momenti di riflessione si dovranno porre anche per gli industriali novaresi e vercellesi: una mini-fusione avrebbe ancora senso?

Nella foto, i presidenti di Novara, Alessandria e Vercelli-Valsesia nel corso dell’ultima assemblea comune

Attilio Barlassina